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Il gioiello come scultura. L’arte preziosa di Giorgio Facchini

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La BABS Art Gallery di Milano, unica galleria in Italia interamente dedicata al gioiello d’artista, ha dedicato una mostra personale a Giorgio Facchini, figura di riferimento nel panorama internazionale del gioiello contemporaneo. Il progetto espositivo ha offerto una lettura ampia e coerente del suo percorso creativo, mettendo in luce oltre sessant’anni di ricerca tra pratica orafa e sperimentazione scultorea.


Un percorso tra gioiello e scultura

La mostra ha presentato una selezione di circa trenta opere tra gioielli, sculture e disegni preparatori, evidenziando la continuità di linguaggio che attraversa tutta la produzione di Facchini. Forme e volumi rivelano un dialogo costante tra dimensione indossabile e spazio plastico, confermando una visione in cui il gioiello è concepito come opera d’arte autonoma, capace di superare la distinzione tra arti applicate e scultura.


Il processo creativo

Particolare rilievo è stato dato al processo progettuale dell’artista, documentato anche dalla presenza di un disegno preliminare inedito, che svela la fase ideativa antecedente alla realizzazione dell’opera. Per Facchini, il progetto nasce da visioni e intuizioni fissate su carta, in una poetica in cui l’arte è movimento, osservazione e contemplazione, e in cui la ricerca tende sempre a lasciare un segno riconoscibile e atemporale.


Sculture indossabili e ricerca spaziale

I lavori realizzati tra gli anni Sessanta e Novanta si configurano come sculture indossabili, spesso ispirate all’arte cinetica, con elementi geometrici articolati che si trasformano seguendo il movimento del corpo. Nelle opere successive emerge una spazialità più rigorosa, costruita sull’alternanza tra superfici lucide e opache e sull’inserimento raffinato di pietre preziose, in un equilibrio calibrato di contrasti formali e cromatici.


Materia, forma e corpo femminile

Realizzati prevalentemente in oro giallo, talvolta accostato all’oro rosso, i gioielli di Facchini sono pensati per il corpo femminile, ornando dita, polso e collo come piccole architetture poetiche. I titoli delle opere — come Movimenti spaziali, Paesaggio misterioso e Canne musicali — restituiscono un universo simbolico intenso e personale, in cui la materia preziosa diventa veicolo di tensioni plastiche ed emozionali.


Un dialogo con la storia dell’arte

Nel corso della sua carriera, Giorgio Facchini ha condiviso percorsi espositivi con artisti di rilievo quali Picasso, Fontana, Calder e Sottsass. Le sue creazioni sono state presentate in contesti internazionali e indossate da figure di primo piano del mondo della cultura e della scienza, confermando il valore trasversale della sua ricerca, capace di dialogare con le principali correnti artistiche del Novecento.


Un momento di approfondimento e confronto

All’interno del progetto espositivo si è svolto anche un momento di dialogo pubblico dedicato alla figura e al lavoro di Giorgio Facchini, in forma di conversazione con la storica e critica dell’arte Federica Facchini. Un’occasione di confronto che ha permesso di ripercorrere, attraverso ricordi e riflessioni, le tappe fondamentali della sua ricerca artistica, dagli esordi alle sperimentazioni più recenti.


Un’eredità artistica coerente e riconoscibile

Con questa mostra, il percorso di Giorgio Facchini è emerso come un’indagine coerente e rigorosa, capace di ridefinire il concetto di gioiello trasformandolo in scultura portabile, luogo di sintesi tra materia, forma e pensiero. Una ricerca che si distingue per forza espressiva, continuità stilistica e profondità culturale.

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